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Corso di Alpinismo – Report uscita Ghiacciaio del Morteratsch

Condividiamo questo report scritto da Angelo Stucchi “Walter” e Simone Buzzella “Buzz”, allievi del Corso di Alpinismo con alcune immagini dell'uscita al ghiacciaio del Morteratsch. 

Ore 6.00 del 21 maggio 2017, uscita al ghiacciaio del Morteratsch,

dopo diverse lezioni a parlare di neve è arrivata finalmente l’ora di calpestarne un po’.

Grazie alla gentile concessione di Buzz, partiamo puntuali dalla sede CAI di Valmadrera, poche parole, il tutto si rimanda alla prima tappa. Ci incontriamo con il resto del gruppo al famosissimo “bar dei culi”, croissant e cappuccio e si riparte con tutta la ciurma.

Dopo aver superato il passo del Maloja e percorso parte della fiabesca val Engadina, giungiamo al parcheggio in prossimità del campeggio Morteratsch.

Zaini in spalla e si parte, percorriamo la prima parte di vallata su una strada sterrata, contornata da una folta vegetazione che passo dopo passo si fa sempre più rada, mostrando all’orizzonte le maestose creste e pareti nord del gruppo del Bernina.

La strada si fa meno agevole, fino a raggiungere tracce di sentiero appena accennate, il nostro percorso è accompagnato da cartelli che come in una via crucis scandiscono la lenta agonia del ghiacciaio anno dopo anno.

Raggiunta una lingua di ghiaccio non troppo ripida ci accorgiamo che è pieno di altri corsi, decidiamo di cambiarci in fretta e furia e di fiondarci alla ricerca di una zona adatta alle manovre da effettuare in giornata.

Bastano pochi passi per capire che i “non è così facile come sembra” degli istruttori non erano solo frasi di circostanza, fortunatamente, dopo 5 minuti di cammino raggiungiamo un avvallamento con varie pendenze e qualche tratto verticale, senza esitare lo facciamo nostro.

Abbandonati gli zaini veniamo divisi in 2 gruppi per poter essere meglio gestiti dagli istruttori, che si spartiscono i compiti:

  • Paolino ed Enrico mostrano i diversi tipi di progressione al variare della pendenza del terreno, focalizzando l’attenzione sulla posizione dei piedi e sull’utilizzo della piccozza;
  • Dennis e Marco invece mostrano come allestire una cordata (a 2 o a 3), con i relativo cordino da ghiaccio e nodi a palla.

Dopo questa fase i gruppi vengono riuniti per effettuare la piolet traction.

Raggiunta la sommità dell’avvallamento ci raduniamo inizialmente intorno a Scienza che ci mostra come realizzare un “fungo” per la discesa in doppia, e successivamente a Dennis che si cimenta in una simulazione di caduta in un crepaccio e di recupero con il paranco.

Dopo questa fase piena di nozioni abbiamo bisogno di sgranchire un po’ le gambe e proviamo la discesa in doppia dal piccolo dirupo che avevamo risalito con la piolet.

Raggiunta la base del pendio Dennis richiama l’attenzione per spiegarci de ultime manovre della giornata: come utilizzare i chiodi da ghiaccio per allestire delle soste, o in alternativa come destreggiarsi con piccozza e corpo morto, ed infine come preparare un abalakov per le discese in doppia.

Si è fatta l’ora di tornare, scendiamo attraverso il percorso della mattinata raggiungendo il parcheggio, la sosta è rapida, tutti hanno la gola secca, quindi via per il bar e per consueta birra che conclude la nostra uscita.

Angelo Stucchi “Walter” e Simone Buzzella “Buzz”

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