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Gli anni delle esperienze internazionali

Sempre nel 1988, una meritata soddisfazione:Domenico Chindamo viene ammesso al CAAI.

Nel mese di agosto di quello stesso anno Cristina Vendruscolo, Maurizio Maggi e Giovanni Borin organizzarono una spedizione al Kilimanjaro, alto 5896 metri; solo Borin raggiunse la cima mentre Cristina si fermò alla Gillman’s Point.

Si cominciò a visitare l’Albigna: Gianbattista Magistris, Enrico Beretta, Gianbattista Crimella e Paolo Chiocchetti tracciarono un itinerario di media difficoltà sulla parete Nord del Pizzo Frachiccio, mentre su una “nostra” parete, quella del Corno Rat, Domenico Chindamo e Delfino Formenti diedero inizio alla realizzazione di vie di stampo moderno.

La nascita ufficiale della sottosezione di Oggiono chiuse l’anno. Parecchi soci avevano sentito l’esigenza di gestire autonomamente alcune attività, in primo luogo i corsi di alpinismo giovanile per i ragazzi del paese e che già venivano organizzati assieme alla struttura di Valmadrera.

La bontà della scelta operata si è potuta verificare negli anni successivi, visto l’incremento del numero dei soci e l’espansione dell’attività: alcuni soci della sottosezione hanno frequentato i corsi regionali e sono diventati istruttori di alpinismo, scialpinismo e accompagnatori di alpinismo giovanile. Merito di questo sviluppo va sicuramente ricercato nell’appassionato lavoro svolto dai dirigenti della sottosezione e dal costante contatto con i responsabili delle molteplici attività della sezione madre.

Nel 1989 si festeggiò il “quarantesimo compleanno” del CAI Valmadrera, nel numero di “Vertice” di quell’anno fu pubblicata, a firma di Laura Magistris e Marco Corti, nell’articolo “Stelle Comete”, la ricostruzione della storia della nostra sezione. La più bella performance alpinistica dell’anno è da accreditare a Mauro Farina e Alberto Tegiacchi, istruttori della nostra scuola che nel mese di agosto scalarono in due giorni con un bivacco in parete e uno durante la discesa, la terribile parete Nord dell’Eiger per la via classica.

Furono i primi lecchesi a riuscire nell’impresa dopo la prima salita italiana compiuta nel 1962, dall’11 al 18 agosto, e con sei bivacchi dalla cordata di Romano Perego, Gildo Airoldi e del piemontese Andrea Mellano, e da quella di Armando Aste, Franco Solina e Pierlorenzo Acquistapace (Canela). Va detto che i tre lecchesi Perego, Airoldi e Acquistapace non erano partiti insieme, ma si erano incontrati all’inizio del terzo nevaio e poi avevano proseguito uniti fino alla cima. Sempre nel 1989 Gianbattista Villa, Gianbattista Crimella, Paolo Crimella e Paolo Chiocchetti visitarono il gruppo montuoso del Wadi Rum, in Giordania aprendo cinque nuovi itinerari. Fu ancora l’Albigna a tenere desta l’attenzione dei valmadreresi: GianMaria Mandelli, Romano Corti, Franco Tessari e Paolo Cesana segnarono con “Wilderness” i cinquecento metri della parete Nord-Est del Torrione del Ferro, poi fu la volta di Gianbattista Magistris, Mauro Panzeri ed Enrico Beretta che tracciarono la via “Fior d’Alpe” sullo spigolo Nord-Ovest della Punta Albigna. Domenico Chindamo e Delfino Formenti si cimentarono sulle placche del Pizzo Spazzacaldera, aprirono “Daccapo” e “Mello’s Day”, due vie moderne con difficoltà tra il V e il VII grado. Gianbattista Villa, Paolo Crimella e Gianbattista Crimella realizzarono la via “Vai Nello” sulla parete Nord del Pizzo Frachiccio.

L’anno si chiuse nel peggiore dei modi: in un banale incidente durante una gita sci alpinistica al Pizzo Palù morì Beppe “Biba” Rusconi, giovanissimo e forte alpinista considerato il continuatore della tradizione alpinistica valmadrerese, “Biba” era istruttore della nostra scuola di Alpinismo e, nonostante la giovane età, aveva già diretto alcuni corsi, con lui perse la vita anche l’amico Angelo Anghileri.

Il 1990 si aprì con una nuova tragedia: Paolo Crippa scomparve con Eliana de Zordo sulla parete Ovest della Torre Egger in Patagonia. I due compagni erano partiti con Maurizio Maggi con l’intento di completare l’itinerario tentato nel 1986; Maurizio ad un certo punto dovette rientrare, mentre Eliana e Paolo rimasero da soli per tentare un ultimo assalto alla parete. I due avevano dato appuntamento per il loro previsto rientro a Padre Gianni Corti, un sacerdote salesiano di Galbiate che è tuttora il punto di riferimento di tanti alpinisti che si recano in Patagonia. Quest’ultimo visto il ritardo dei due diede l’allarme.

A Lecco venne organizzata una squadra di soccorso diretta in Patagonia alla quale si unì Maurizio Maggi. Con l’aiuto di un elicottero i lecchesi riuscirono ad arrivare nelle vicinanze della parete, ma trovarono, sparsi sul ghiacciaio, solo parte del materiale in dotazione ai due sfortunati alpinisti; i loro corpi, mai ritrovati, sono rimasti per sempre laggiù. Due anni dopo Andrea Sarchi ripercorse la via iniziata da Eliana e Paolo, la chiamò “Gracias a la vida” e dedicò i versi sotto riportati ai due ragazzi che su quella parete rimasero per sempre.

 

Gracias a la vida per avermi fatto nascere,

per avermi fatto vedere, sentire, toccare.

Gracias a la vida per questo vento che urla

pieno di furore la sua rabbia eterna.

Gracias a la vida per questo mare bianco

immenso, immobilizzato per gioco dalla

bacchetta magica del mago burlone.

Gracias a la vida per queste torri che vorrebbero

toccare il cielo, ma che il cielo ricama

con il suo finissimo filo di seta bianca.

Gracias a la vida per avermi guidato per

mano, passo dopo passo,

fino in cima al suo pilastro.

Gracias a la vida per avermi fatto piangere

di gioia e di dolore in una sola volta. Gracias

a la vida per avermi fatto conoscere

Paolo ed Eliana attraverso i tanti messaggi

lasciati su questa parete.

Gracias a la vida per avermi regalato una

donna che mi ha atteso con pazienza

aspettando nostro figlio.

Gracias a la vida perché esisto.”

 

La scuola A. Piacco per festeggiare i suoi 25 anni di attività organizzò uno stage alpinistico di dieci giorni in Sinai al quale parteciparono sedici istruttori. Durante il soggiorno furono realizzate diverse salite e una decina di vie nuove. Nello stesso anno 1990 venne organizzato il convegno degli istruttori lombardi a Valmadrera, la manifestazione si tenne nel suggestivo Auditorium del Centro Culturale Fatebenefratelli.

Fu dello stesso anno la prima salita alla “Parete del Tempo Perduto” ad opera di Franco Tessari e GianMaria Mandelli, questa via era stata tentata parecchi anni prima da GianMaria, Paolo Crippa insieme ad altri amici. All’inizio del 1991 Alberto Tegiacchi fu ammesso al CAAI per la qualità e quantità di attività alpinistica svolta. In quell’anno il direttivo della sezione studiò un progetto di collaborazione con la comunità di recupero per tossicodipendenti ARCA di Como.

Alcuni istruttori della scuola “A. Piacco”, accompagnatori di alpinismo giovanile e soci presero l’incarico di organizzare un corso di alpinismo che tenesse in considerazione le attitudini delle ragazze della comunità. Il compito non si presentò facile, ma la determinazione e l’impegno diedero ottimi risultati per tutti i sei anni di collaborazione.

L’attività alpinistica di quell’anno vide Mino Brusadelli, Gianbattista Villa, Enrico Beretta, Paolo Crimella e Gianbattista Crimella partire alla volta dell’Algeria e compiere parecchie salite nella zona del Tesnou. Nelle Alpi Svizzere del Gottardo, cantone di URI, Roberto e GianMaria Mandelli con Romano Corti, Enrico Valsecchi e Italo Trezzi realizzarono una bella prima sulla Sud del Poncione di Maniò.

L’anno seguente, 1992, l’attività alpinistica non ebbe sussulti di rilievo, ma va segnalata la bella esperienza di alcuni soci e istruttori della scuola di scialpinismo in Canada, sulle Montagne Rocciose dell’Alberta, nel Parco Nazionale di Jasper.

Ruggero Dell’Oro, Giorgio Tessari, Bruno Rusconi, Piero Carnovali e Andrea Corti raggiunsero, sci ai piedi, le cime del monte Castor di 2800 metri e del monte Olive a 3150 metri.

Venne annunciata su “Vertice” la preparazione di una spedizione alpinistica: era stata individuata nell’Himalaya del Gahrwal in India l’inviolata cima del Chaukhamba II alta 7089 metri. La spedizione aveva l’obiettivo di arrivare sulla cima scalando il vertiginoso pilastro Sud-Est.

Il 4 agosto 1993 partirono in sei, tutti giovani istruttori della scuola A. Piacco: Mauro Farina, Domenico Chindamo, Giovanni Pensa, Pietro Carboni, Alberto Tegiacchi e Ruggero Gheller. Ritornarono solo in cinque. Alberto cadde durante una discesa, il suo corpo fu trasportato a valle dai compagni e riportato in Italia. Lo choc per questa morte che si aggiungeva a quelle di Beppe Rusconi e Paolo Crippa, confuse e disorientò tutto l’ambiente alpinistico del CAI Valmadrera, soprattutto coloro che gravitavano intorno alla scuola. I più esperti e maturi, GianMaria Mandelli, Mauro Farina e Domenico Chindamo riuscirono a guidare i più giovani per garantire un ricambio generazionale, che con il passare degli anni avrebbe maturato i suoi frutti.