Corso AL1 – Report uscita 07/10/2018

“Cos’hai combinato con quel nodo lì, è tutto un cinema!” cit. Giuseppe Milesi.

Sì, ma c’è cinema e cinema. Ci sono le commedie, i film d’autore, i cult e i cinepanettone. E poi c’è la prima uscita del corso di arrampicata del CAI 2018.

Che sarà un cinema si capisce da subito. Ad accogliere i novelli arrampicatori (o in questo caso, gli arrampic-attori) nel loro primo giorno sul set, c’è la scenografia dell’Era Glaciale. I pinguini giocano felici nel parcheggio del Bassi, mentre il cast si divide tra quelli che scompaiono lentamente sotto strati di vestiario e quelli che tentano di prenotare un volo last minute per le Bahamas. Leggermente migliore la sorte di quelli con ritrovo a Civate: 40 minuti e qualche grado dopo, è l’Era Glaciale 2-Il Disgelo.

E intanto nella valle lecchese ci si appropinqua per la partenza. Ci siamo tutti? Ma dove sono i seregnesi??

Dopo aver sbagliato un’uscita a causa del meteo avverso, e non per una distrazione di Peppo e Jacopo, i seregnesi si dirigono in Val Masino: la valle è incantata e spettacolare in una mattina con i colori dell’autunno, e il sole non tarda a illuminare il granito. Preparati gli attrezzi di scena, si aspettano gli amici valmadreresi con la stessa impazienza di quando all’Uci Cinemas si aspetta la mezz’ora di pubblicità prima del film. E dopo una breve camminata ecco la seconda parte della comitiva avvicinarsi alla meta: l’albero delle lucciole, che si innalza di fronte al nostro sguardo in tutta la sua imponenza come la vera conquista. Con il cast finalmente al completo, un breve discorso introduttivo da parte degli istruttori e del direttore Andrea apre la prima uscita dei novelli arrampic-attori. .

Una locuzione tecnica di un maestro rimane impressa nella mente di allievi e non… “dunque per utilizzare il gri-gri dovete osservare questo pittogramma illustrativo..” cit. Giuseppe Milesi.

Tutti in fila per un primo approccio in orizzontale…ecco la prima sensazione di aderenza con la roccia! Dunque gli arrampic-attori si riscaldano: qualche passaggio sul granito e già si contano graffi sanguinolenti alla Edward Mani di Forbice. Nessuno si scoraggia e ciak, si scala.

Ha inizio la prima scalata vero la vetta delle lucciole…come mi muovo? ma dove sono gli appigli? Lassù!

Ma che cinema è senza citazioni? Si conoscevano già frasi iconiche come “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”(chiaramente a pronunciarla è stato un climber dopo un 8c). Ma il repertorio di frasi memorabili si allarga ben presto. “Carica sul destro!” “Giù i talloni!” “Fai passi piccoli!” “Lì c’è un appoggio!”. Nota: la citazione “Usa la forza, Luke!” è stata ufficialmente abolita in favore di “non serve la forza, vai di aderenza!!!”

E intanto un sole d’ottobre spaccapietre accompagna la giornata degli arrampic-attori in val Masino…tutti in maglietta!

Scene tra il comico e il grottesco si alternano. Vedo Serena lanciare un gri…grido di spavento mentre frana di qualche centimetro, recuperando poi alla grande. D’altronde si sa che la roccia frana, non è che fria. Igor, ribattezzato AIgor, dà al set un che di Frankenstein Junior. Val Masino, ulu-lì…. sasso Remenno, ulu-là. Sì, ma dove diavolo è l’appoggio?! Eccolo là!

All’improvviso, un urlo da horror: I RINVIIIIII
(Si dice che la parola “rinvii” faccia nitrire i cavalli. Soprattutto serve a me e Michele, visto che ce li dimentichiamo sempre).

In tutto questo cinema, gli istruttori sono i veri registi: calmi e pazienti, o a volte mica tanto, sanno però sempre dare le indicazioni giuste per la scalata al successo. A volte chiedono di rifare le scena: scusa, Caterina, non ho visto che manovra da stuntman hai fatto…rifacciamo?

Alla fine di questa prima giornata, abbiamo capito che girare un film sarà difficile… ma fare la manovrina lo è di più. E’ stato un cinema, ma è stato anche divertente. Emozionante. Doloroso (quando metti le scarpette) ma pieno di soddisfazioni (quando le togli dopo avercela fatta). Grazie ai nostri eccezionali istruttori- registi. E bravi a noi arrampic-attori: buona la prima.

Mentre camminando ci si allontana dall’albero delle lucciole la montagna ci saluta

Martina e Elena

Sasso Remenno, Val Masino, 07/10/2018

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