Corso AL1 – Report uscita 14/10/2018

Una tranquilla domenica di paura

Luogo: Valle D'Aosta, Courtil, AO, Serra di Biel

Difficoltà:  …di più!

Avvicinamento: q.b.

Tempo: variabile con tendenza alla nevrosi

 

1.Viaggio

14 ottobre, alba. Salgo in macchina: il cruscotto indica la data del 1° gennaio. Capodanno….Sfregando gli occhi, mi precipito al ritrovo e giungo in tempo per assistere alle consuete, complicate fasi di preparazione: conta, appello, ricerca dei dispersi, smistamento nelle vetture. Dalle auto già accese piovono accorate e solenni promesse di seguire la carovana vicini-vicini, mentre Gigi urla che il caffè d'ordinanza si terrà all'autogrill di Viverone.

Bi-be-ro-ne?” chiede qualcuno che non ha sentito bene.

Viverone!!” gli rispondono all'unisono, chiudendo portiere, bauli, sportelli, finestrini, sgasando…si parte, via! 

 

Dispersi alla prima rotonda. 

Tutti, credo senza eccezioni.

 

Giungiamo a Viverone proprio mentre Peppo cerca di guadagnare l’uscita, quasi macinato dalla calca in zona caffè. Una roba ai limiti dell'emergenza umanitaria. Capito: niente caffè. 

Ci addentriamo nel paesaggio finché le vigne valdostane entrano dal finestrino, e siamo arrivati.

 

2- arrampicata

L'avvicinamento è breve, breve quanto basta per avere le facce rosse e una ventina di magliette stese ad asciugare.

Qualcuno alza un sopracciglio, notando che il blocco si chiama Bimbo Climb e i tiri hanno i nomi dei 7 nani…..Bimboooo..???

Mentre un sole subtropicale irradia tutto il suo calore sulla valle, i primi istruttori salgono zampettando veloci come gattini, mentre gli allievi si esibiscono in arditissimi passaggi a mezzo metro dal suolo (brividi e scene di panico tra gli astanti).

Tra un nodo sbagliato, un gri gri attaccato alla corda sbagliata e altri improbabili ma fantasiosi errori, arriva sempre il momento che tocca a te.

Salgono i primi e poi salgono i secondi e, come in una parabola, sale anche un nebbione fittissimo. Nel bianco più totale, riusciamo appena a indovinare chi siamo e cosa ci facciamo qui.

Quando scendo io, ritorna il sole, per dire. Chi si toglie la felpa, chi ha il naso rosso, passa il Direttore con la felpa e Giuditta si copre anche il caschetto con il cappuccio.

Mentre gli istruttori passano alle minacce per indurci a levare le mani dalla corda in calata (“Mi paghi la birra”), il freddo si acuisce nuovamente e Gigi divide con tutti un ottimo dolce di castagne e cioccolato. Tipo la protezione civile che distribuisce l'acqua agli automobilisti bloccati a ferragosto.

È un attimo che gli chiediamo la ricetta.

 

Proseguiamo nelle salite, da Cucciolo a Eolo, da Brontolo a Dotto….

di questa splendida falesia sperimentiamo (in qualche modo) ogni minima conchetta, ogni quarzetto, ogni faglietta: tutto viene buono e non si butta via niente, un po' come il maiale, mi disse qualcuno.

Il Direttore, fermo alla postazione del ripasso manovrina, è passato al piumino.

 

3-Sono soddisfazioni che voi umani….

Arriviamo così al termine di questa gloriosa giornata di arrampicate, quando Valeria, radiosa, annuncia alla folla in festa: “Ho fatto il tetto! Ho fatto un tetto!”.

Io e molti altri, invece, abbiamo provato l’emozione del nostro primo… dulfer!

Il Direttore è ormai passato a uno stile decisamente islandese: impermeabile giallo su 45 strati di piumino e cappuccio calzato sul caschetto, non so se ispirato ai marinai dei mercantili nel mare in tempesta oppure ai tecnici della base antartica. Nella nebbia si aggira impaziente alla base della falesia, a coordinare le azioni di recupero dei materiali, corde e rinvii, che tintinnano nell’aria tersa. Sì, perché adesso che sbaracchiamo, è tornato il sole che spakka.

 

Che dire….come Capodanno non c'è male! 

365 giorni di queste emozioni splendide, per tutti!

 

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