Corso AL1- Report uscita 28/10/2018

CO.QU. FU.PI.

Ovvero: CO me QU ando FU ori PI ove – la ricetta dell’arrampicatore perfetto!

 

Cosa preparare per un’ordinaria uscita di arrampicata?

Di seguito viene fornita la ricetta di questa uggiosa domenica di fine ottobre.

 

Prendere un po’ di nuvole scure, scrollarle per ottenere della pioggia scrosciante, shakerare gli ingredienti in modo che duri tutta la giornata, condire con il cambio dell’ora.

 

In seguito aggiungere: mani che hanno voglia di sperimentare, gambe pronte a scattare verso l’alto, avambracci che gridano pietà alle 10.10 del mattino.

 

Per la cottura scegliere il nuovo modello di forno “Vertclimb”, disponibile solo a Gessate.

I tempi devono essere assolutamente rispettati: dalle 10, orario di apertura, fino allo sfinimento e oltre.

 

Durante la cottura eseguire le seguenti operazioni:

  • Riscaldamento iniziale di arti superiori e inferiori, anche detto “cerchiamo di metterci tutti vicini ed eseguiamo movimenti casuali con gli arti colpendoci vicendevolmente”;

  • Iniziare a prendere confidenza con il mezzo di cottura sulla parete boulder, seguendo l’esempio dei maestri; anche detto “muoviamoci fingendo di ricordare il triangolo da mantenere con il corpo, sicuri del fatto che sotto di noi ci siano dei materassi”;

  • Cuocersi per bene avambracci, mani, piedi e gambe salendo e risalendo su vari tiri; anche detto: “assumere posizioni bizzarre, comode e fluide, apparendo come pezzi di legno appesi su corde”;

  • Tentare di superare i propri limiti mentali e fisici in modo che la giornata risulti allenante e potenzi la muscolatura di ciascuno; anche detto “proviamo pareti strapiombanti ed evidentemente fuori portata per provare la sensazione di rimanere appesi come salami in macelleria”;

  • Eseguire a 15 metri di altezza la “manovrina”, per imparare a gestire stress, ansia e panico; anche detto “cercare di ignorare gli evidenti segnali del cervello che programma vertigini e disconnessione di neuroni con annessa perdita di memoria sui vari passaggi”.

 

Al termine della cottura occorre poi aggiungere alcuni ingredienti “a freddo”, essenziali per consentire di ottenere un aroma raffinato. Estrarre quindi gli arrampicatori dal forno riportandoli alle gelide temperature esterne, inserirli in strutture a 4 ruote, formare una carovana funebre fino al posto scelto casualmente con l’ausilio della strumentazione elettronica in possesso di ciascuno (anche detto cellulare). Entrare a caso in un bar, nascosto in una villa, fare conoscenza con un vecchietto, destare preoccupazione e ansia nella cameriera per il consistente numero di clienti, offrirsi di aiutarla, scoprire che ha solo una piastra per 15 piadine e……… attendere.

 

E dopo aver fatto tutto questo, ricordarsi di versare abbondantemente: birra media, piccola, rossa, bionda, mora, coca cola, un goccio di thè (per consentire la digestione della giornata), piadine dal tipico gusto “tutte uguali alla sua” (ma alla sua di chi non si sa).

 

Infine, aggiungere le seguenti spezie per dare un saporito tocco: allegria, risate, serietà e spensieratezza.

Per conservare il tutto è ancora aperta la discussione sul fatto che sia meglio una corsa rigenerante o un bagno con acqua calda e sale. A voi la scelta.

Seguendo la ricetta si otterrà una giornata da “arrampicatore perfetto”, o anche detto “arrampicatore incavolato perché piove nel week end”. Perché in fondo, sia che si salga una ruvida parete di roccia, sia che si esegua una perfetta cottura in palestra, i numeri sono ciò che contano:

1 sicura a terra,

2 occhi che puntano in alto,

3 punti di appoggio del triangolo corporeo,

4 arti tesi nello sforzo di raggiunger l’obiettivo,

tanti cuori,

…un’infinita passione.

 

Alla prossima… ricetta!

Airolg

 

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