Corso di Arrampicata libera – Report uscita a Menaggio

Condividiamo questo report scritto da Lucia e Luca allievi del corso di arrampiacata libera relativo all'uscita a Menaggio.

22 ottobre: Menaggio

Falesia bagnata…giornata fortunata!

Le previsioni meteo per domenica sono impietose: nebbia e pioggia, possibili schiarite nella mattinata.

Meteo di domenica: nebbia e pioggia.

I dubbi e le perplessità circa l’uscita prevista affollano la chat del gruppo già nella notte di sabato: “si va?” “partiamo?”

Alle h. 7.00 arriva il messaggio – secco, concreto, che non lascia dubbi –  di Andrea, direttore del Corso: “Confermato”.

Al solito ritrovo ci troviamo assonnati e avvolti da un clima che invoglia più ad arrampicarsi su letti ed annodarsi su calde coperte più che su falesie umide e scivolose…

Ci dirigiamo verso il lago e la vista è come al solito suggestiva, oggi il cielo sembra unirsi all’acqua senza linee di confine.

Il parcheggio è a pochi passi dalla falesia dove ci dirigiamo carichi di corde, rinvii e zaini.

Il direttore ci raduna in una grotta, come soldatini ubbidienti iniziamo la vestizione: casco (come prima cosa!), imbrago, fettuccia, moschettoni, magnesite…Intanto Gigi ci “presenta” la falesia: calcare bianco/grigio…elargisce con dovizia nozioni circa composizioni della roccia, parla di stratificazioni come un vero geologo per poi terminare con “insomma strati di roba morta”.

L’atmosfera è ancora ovattata, il gruppo non è chiassoso come al solito…insomma sembriamo poco convinti.

Il direttore individua le coppie in abbinamento con un istruttore. Ad ogni uscita veniamo abbinati ad un compagno diverso e questo permette di conoscerci meglio.

Ognuno ha i suoi timori, la sua tecnica, il suo carattere, ma creare empatia con il proprio compagno è fondamentale sia per scalare bene (leggi in modo “decente”) che per divertirsi.

Ci dirigiamo ai piedi della falesia, l’assicurazione si fa quasi dalla pista ciclabile.

La roccia che, a detta di Gigi, dovrebbe essere bianca/grigia è quasi nera a causa della pioggia e dell’umidità.

Gli istruttori veloci allestiscono i tiri e noi facciamo sicura.

Una volta discesi sentiamo i loro pareri e stranamente sono tutti uguali “tiro semplice se lo fate bene, c’è un passaggino più difficile ma fattibile” e ovviamente la solita frase “fidatevi dei piedi”.

Questa frase è il leit-motiv di tutte le uscite…e pensare che siamo cresciuti a suon di con “usa la testa!!!”

Ok: il nodo a otto è fatto, le scarpette indossate, ora tocca a me…ed in quel momento giuro che non mi viene in mente nulla di poetico/filosofico per motivarmi…l’unica citazione che mi viene in mente è “speriamo che me la cavo!!!”

I tiri non sono semplici, la roccia è effettivamente scivolosa, ma gli incitamenti del compagno, i suggerimenti dell’istruttore, anche i “grande!!” non meritati, permettono l’arrivo alla cima.

Ed improvvisamente ci accorgiamo che è uscito il sole, la torta di Giuliana è buonissima, il gruppo è diventato chiassoso, le coppie si scombinano, ci scambiamo pareri su tiri come se fossimo esperti scalatori, Annette si è ripresa dall’ennesimo disagio ed ora canta con Agnese, la Lori salta e corre per vedere altri tiri da fare…e si parla già del gran finale del corso…a Finale Ligure!!!

Lucia e Luca

 

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