La Storia

Scuola Intersezionale di Alpinismo “Attilio e Piero Piacco”

di Gian Maria Mandelli

 

L’odierna scuola di alpinismo Attilio e Piero Piacco nasce quaranta anni fa quando alla guida della sezione del CAI Valmadrera c’era Giordano Dell’Oro come presidente e Darvino Dell’Oro, che è stato il primo alpinista valamdrerese nel consiglio direttivo. Ai due viene l’idea di organizzare un corso di alpinismo, tanto per non disperdere il patrimonio di passione e di idee che negli anni si era accumulato nell’ambiente. Come tutte le cose fatte con passione cresce intorno all’iniziativa l’interesse, tanto che nel giro di pochi anni un valmadrerese è già pronto per frequentare un corso per istruttori nazionali, e conseguirne il brevetto, siamo nel 1968 e il neo INA (Istruttore Nazionale di Alpinismo) si chiama Gianni Rusconi. La scuola dalla sua nascita ebbe bisogno di un INA che con Darvino, Giordano e Luigi Corti, che nel frattempo aveva assunto la carica di segretario, doveva portare avanti l’organizzazione: e questo fu Giorgio Redaelli. In seguito Redaelli continuò a prestare la sua opera come direttore anche quando la scuola decise di darsi un nome, chiamandosi appunto Attilio Piacco ed eleggendo come presidente Piero, fratello dell’alpinista caduto sulla Punta Torelli. Nel frattempo anche Gianni Rusconi diventa direttore per alcuni anni, dopodichè entra nella Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e ricopre l’incarico di commissario per una decina di anni. All’inizio degli anni settanta quindi la scuola assume una sua veste definitiva e fra gli istruttori spiccano nomi di guide alpine come Pierlorenzo Acquistapace di Mandello Lario o Accademici come Mario Burini di Calolziocorte, ed intanto crescono nuove generazioni di alpinisti. Nelle loro invernali Gianni e Antonio Rusconi oltre al coetaneo Giorgio Tessari, legano alla loro corda i giovanissimi Gianbattista Crimella e Gian Battista “Gianin” Villa, che con  Giuliano Fabbrica di Seregno formano una squadra molto affiatata. L’ambiente ormai è formato in quegli anni si succedono alla direzione Giuliano Maresi e Felice Butti, quindi verso la fine degli anni settanta esaurito il periodo di impegno come commissario della CNSA Gianni Rusconi ritorna a fare il direttore. Intanto un’altra generazione è pronta per fare il salto di qualità, ed in quegli anni entrano nella scuola il cosiddetto gruppo del “mucchio selvaggio”, che oltre ad aumentare sensibilmente il numero degli istruttori abbassa l’età media dell’organico e ne eleva la qualità.

E’ proprio in quegli anni che la CNSA organizza i primi corsi per Istruttori di Alpinismo (IA) a livello regionale e pochi anni dopo nasce, primo esempio in Italia, la Commissione Regionale Lombarda Scuole di Alpinismo, alla quale spetterà il compito di organizzare i corsi per Istruttori di Alpinismo a livello regionale. Nel 1985 Gianbattista Crimella che aveva partecipato al corso INA nel 1980 subentra come direttore a Gianni Rusconi e nel frattempo alcuni istruttori, come Maurizio Maggi, Felice Vassena e Domenico Chindamo frequentano i corsi regionali conseguendo il titolo di IA. Un altro valmadrerese nel 1980, insieme a Crimella partecipa al corso INA ed è Franco Tessari che, dopo avere conseguito il brevetto, decide di dare una mano a Giuliano Fabbrica il quale alla fine degli anni settanta ha fondato la scuola di Alpinismo Renzo Cabiati a Seregno.

Una precisazione per i non addetti ai lavori è d’obbligo, una volta conseguito il titolo un Istruttore di Alpinismo, (IA) può dirigere un corso di alpinismo, roccia o ghiaccio, un Istruttore Nazionale di Alpinismo (INA) invece è abilitato a dirigere una scuola di alpinismo, la differenza sembra sottile ma è decisamente importante, in quanto l’INA deve organizzare un organico di istruttori e anche fare funzionare continuamente la scuola anche a corsi ultimati.

Gli anni passano Gianni Mandelli diventa IA nel 1984 e nel 1986 consegue il titolo di INA entrando a fare parte lo stesso anno della Scuola Centrale di Alpinismo, che ha il compito di  organizzare ed esaminare gli istruttori che si presentano ai corsi come allievi per conseguire il titolo di IA a livello regionale o INA a livello nazionale. Nel 1985 diventano IA Romano Corti, Marco Rusconi e Adriano Rigamonti, altre forze nuove che si aggiungono ad una realtà in grande evoluzione. Negli stessi anni Mandelli ricopre la carica di commissario nella Commissione Regionale Lombarda Scuole di Alpinismo, per tre anni, quindi con la presidenza di Rino Zocchi di Como diventa vicepresidente. Nel 1990 la Commissione Regionale Lombarda, fonda la Scuola Regionale di Alpinismo, preposta ad  organizzare i corsi per i candidati IA, e ne diventa direttore lo stesso Mandelli. Nello stesso anno la nostra scuola, per festeggiare il venticinquesimo anniversario di fondazione, organizza al Centro Culturale Fatebenefratelli di Valmadrera il convegno degli Istruttori Lombardi, è un grosso impegno, ma l’organico della scuola lo assolve nei migliore dei modi, meritandosi l’ammirazione degli istruttori di tutta la Lombardia. Sempre in quegli anni oltre l’attività individuale, che non viene mai citata per problemi di spazio, la scuola si impegna nell’organizzazione e nella realizzazione di una spedizione extraeuropea in Himalaya del Garwhall su una parete inviolata di una montagna poco conosciuta ma di grande difficoltà il Kedarnath Peak (6940 m). Alla spedizione partecipano Gianni Mandelli, Gian Battista Villa, Mauro Farina, Romano Corti, Domenico Chindamo, Felice Vassena e Lorenzo Sala, la vetta dopo aver superato 3000 metri di parete, viene raggiunta il 6 Settembre 1988, da Villa, Chindamo e Sala, coronando l’impegno di tutto il gruppo che era riuscito a salire fino a poco meno di cento metri dalla vetta. Questo successo rimane anche dopo 17 anni il più prestigioso traguardo dell’alpinismo extraeuropeo valmadrerese, portato in porto con un tenace spirito di gruppo che ha sempre contraddistinto gli istruttori della scuola. Altre giovani leve, in alcuni casi ex allievi, entrano nella scuola come aiuto-istruttori, quindi partecipano ai corsi regionali per diventare IA è la volta di Beppe Rusconi “Biba” nel 1987, quindi di Mauro Piantanida nel 1988 e di Mauro Farina e Gianni Magistris nel 1989. Ma la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta sono segnati da tristi eventi che lasciano un po’ tutto l’ambiente sgomento, scompaiono infatti a distanza di pochi mesi Beppe “Biba” Rusconi e Paolino “Cipo” Crippa, il primo durante una sci-alpinistica al Pizzo Palù cade in un crepaccio con l’amico Angelo Anghileri, il secondo che non faceva più parte dell’organico della scuola da poco tempo, cade durante il tentativo di scalare la parete ovest della Torre Egger in Patagonia assieme alla fidanzata Eliana De Zordo.

La morte di amici e compagni di cordata a volte fa ripensare a quello che significa l’andare in montagna per chi fa della montagna una ragione di vita, e la risposta nella maggior parte dei casi è quella di ritornare in montagna, cercando di rivivere situazioni simili a quelle provate con loro in molte occasioni, e consolandosi dicendo a se stessi che la loro è stata solo sfortuna.

La scuola e i corsi riprendono; dopo che con la direzione di Gianni Rusconi si era introdotto anche il corso ghiaccio autunnale, impegnando gli istruttori in due corsi annuali, arriva il momento, alla fine degli anni ottanta di inaugurare accanto al corso roccia primaverile un corso di perfezionamento roccia gestito in prima persona da Mauro Farina e Alberto Tegiacchi. Così gli impegni si infittiscono ma non spaventano gli istruttori che partecipano con buon entusiasmo a tutte le uscite. Nel 1990, in occasione dei venticinque anni di attività, la scuola organizza uno stage di arrampicate nella penisola del Sinai in Egitto, al quale partecipano 16 istruttori, durante questo stage vengono tracciate 9 nuove vie sulle pareti circostante il monastero di S. Caterina.

L’anno successivo Paolo Crimella diventa IA, e nel corso del 1993 partecipano al corso IA Adelio Alquà e Tino Landini e al passo Furka durante l’ultima uscita conseguono il brevetto.

L’estate 1993 porta però di nuovo un tragico evento, Alberto Tegiacchi che partecipava alla spedizione organizzata dalla scuola stessa al Chaukamba II (7078 m) nell’Himalaya del Garwhall e del quale era capospedizione Mauro Farina, cade durante una discesa a corda doppia a pochi metri dalla base della parete e muore. E’ uno choc ancora più grande degli altri perché arriva durante un’avventura fortemente voluta da tutto l’ambiente e l’ambiente stesso rimarrà come stordito per parecchio tempo. Con Alberto e Mauro partecipavano alla spedizione Domenico Chindamo, Ruggero Gheller, Pietro Carboni e Giovanni Pensa, che lavorando con grande affiatamento avevano dato la possibilità alla cordata di punta, composta dallo stesso Tegiacchi e da Gheller, di scalare la parete inviolata fino a poche centinaia di metri dalla cima.

Si riprende faticosamente l’attività e prima che comincino i corsi del 1994, diventa direttore della scuola Gianni Mandelli, subentrando a Gianbattista Crimella che ricopriva quella carica dal 1985. Due anni dopo nel 1995 diventano IA Ruggero Gheller e Enrico Valsecchi e nel 1996 esattamente dieci anni dopo Mandelli, Adelio Alquà consegue nel Corso svolto a Chamonix il brevetto di INA, e viene subito investito della carica di direttore della scuola. Ma l’investitura che Alquà ha ricevuto dall’amico e compagno di cordata Mandelli, per un evidente cumulo di impegni che lo stesso Mandelli mantiene con la Scuola Centrale e Regionale, si dissolve dopo  un intenso anno di attività e la direzione ritorna a Mandelli. Così si riprende la routine dei corsi, cercando in tutte le maniere di formare giovani alpinisti che poi dovranno dare il cambio come istruttori ai cosiddetti antichi. Nel 1997 Giovanni Redaelli frequenta il corso IA e ne consegue il brevetto, nel 2001 anche Massimo Andreotti diventa IA, e nel 2003 è il turno di Andrea Manes  frequentare il corso e diventare IA. Anche a livello nazionale si muove qualcosa, nel 1998 Gianni Mandelli è chiamato a dirigere il Corso per Istruttori Nazionali, primo lecchese dopo che Riccardo Cassin l’aveva diretto nel 1965. Nel 2001 il presidente Piero Piacco, da tempo malato, rinuncia alla sua carica ma l’organico della scuola, che non vuole perdere il legame con la famiglia Piacco, propone alla figlia Alessandra di assumere la carica del padre, incarico che tuttora svolge elegantemente destreggiandosi in mezzo ad assemblee non sempre tranquille.

Purtroppo poco tempo dopo Piero ci lascia e nel suo ricordo la scuola assume il nome di “Attilio e Piero Piacco”. Nello stesso anno facendo propria la proposta del presidente della neonata sezione di Oggiono nonchè IA della scuola Giovanni Redaelli, viene modificato il regolamento e viene inserito, con il consenso della sezione di Valmadrera, la dicitura “Intersezionale”. Questo punto qualificante significa che la scuola non essendo più di una sola sezione diventa patrimonio di un intero territorio, ne consegue una maggiore autonomia ed una maggiore responsabilità di fronte alle due sezioni, che sono rappresentate nell’organico dalla quasi totalità degli istruttori. Non trascurabile infine è l’attività che la scuola ha svolto negli ultimi anni oltre ai tradizionali corsi sono una serie di attività nelle quali spiccano le conferenze alpinistiche che hanno portato a Valmadrera alpinisti famosi come Jim Bridwell, Ermanno Salvaterra, Ivan Guerini, Claudio Moretto, Marco Anghileri ed altri ancora che sono venuti con grande amicizia non pretendendo alcun compenso. Un’altra importante iniziativa è stata organizzata nell’anno internazionale della montagna, con la scalata in contemporanea, accompagnata da istruttori e da amici alpinisti, della cresta GGOSA sul Moregallo di oltre cinquanta cordate. Nella giornata autunnale con un tempo mite hanno raggiunto la cima del Moregallo oltre cento persone legate in cordata e sorvegliate con occhio attento dai volontari del Soccorso Alpino che con le altre associazioni CAI, OSA, e SEV hanno partecipato alla manifestazione.  

Il 2004 invece si apre con l’organizzazione da parte della Commissione Regionale Scuole di Alpinismo di un nuovo corso, quello di Istruttore di Arrampicata Libera al quale partecipano Andrea Manes ed Andrea Marca, ambedue ovviamente ottengono il brevetto. Un altro riconoscimento che la nostra scuola ottiene all’interno dell’organizzazione del CAI è l’ingresso di Andrea Manes nella Commissione Regionale Materiale e Tecniche, organismo prestigioso nel quale il nostro istruttore può mettere in mostra la sua capacità tecnica e didattica. Purtroppo però bisogna registrare un altro lutto che nel giorno di S. Stefano del 2003 colpisce e abbatte il morale di tutti gli istruttori, ed è la morte repentina e quantomeno sfortunata di Dario Longhi, una giovanissima promessa che stava crescendo con grande velocità ed entusiasmo all’interno del nostro organico, purtroppo una lastra di neve lo ha tradito su un campo di sci.Finiscono qui i primi quarant’anni e un’altra storia è già cominciata con l’avventura vissuta da un gruppo di istruttori sulle Ande boliviane. Sfogliando i vecchi depliant ho ritrovato i nomi ed i volti di molti istruttori che hanno contribuito a rendere grande e matura questa scuola, ed ai quali va il mio personale ringraziamento.

Negli ultimi anni la scuola di Alpinismo Attilio e Piero Piacco è cresciuta molto, non solo perché dopo aver lavorato pazientemente sono approdati nell’organico un numero considerevole di giovani, ma soprattutto perché al nostro interno c’è la consapevolezza di un patrimonio di tradizioni e di cultura che va preservato e trasmesso a tutti coloro che si avvicineranno ai nostri corsi, o semplicemente solo al nostro ambiente. L’alpinismo come lo intendiamo noi non è solo un elenco di scalate, da esibire come curriculum, ma è soprattutto la scelta di un percorso a volte nascosto tra le pieghe della vita di tutti i giorni, che in alcuni casi è più difficile di qualsiasi scalata.