La Storia

 

ALPINISMO GIOVANILE: 30 anni di attività

 

In ricordo degli amici che ci accompagnano dai sentieri del Cielo: Guido, Giuseppe, PierGiuseppe, Piero.

 

Non abbiamo la pretesa di raccontare in queste poche pagine la storia dell’Alpinismo Giovanile della nostra Sezione, ma la ricorrenza del trentennale di inizio attività ci dà l’occasione per raccogliere i ricordi, le gioie, le fatiche di chi si è cimentato nell’affascinante avventura di fare conoscere la  montagna ai giovani.

Ma abbiamo un’aspettativa: che dopo aver letto queste righe, qualche accompagnatore ci chiami per… tirarci le orecchie e ci aiuti a completare quei passaggi che sono sfuggiti o sono stati fatti in modo poco preciso.

Era una stellata sera di ottobre del 1974…

Così hanno inizio in genere le favole e in questo modo comincia anche la nostra storia, quella dell’Alpinismo Giovanile della Sezione CAI di Valmadrera.

Durante una riunione del Consiglio Direttivo della sezione allora retta dal presidente Giordano Dell’Oro, i consiglieri Riva, Sozzi, Donadoni proposero, sulla scia di quanto già avveniva in alcune sezioni della Brianza e del milanese, di organizzare attività per accompagnare i ragazzi lungo i sentieri delle montagne.

In quegli anni il presidente nazionale dell’Alpinismo giovanile era Guido Sala, che ben volentieri assecondò l’idea e suggerì alcuni consigli e pareri che si tradussero nell’organizzazione del primo corso di alpinismo giovanile. Era il 1975. La figura di Accompagnatore di Alpinismo Giovanile non era ancora presente negli organismi del CAI Centrale e così il gruppo fu costituito dai consiglieri, da alcuni membri del Soccorso Alpino e dagli Istruttori della scuola di alpinismo “A.Piacco”.

Sei furono le uscite portate a termine nel primo corso, ma l’entusiasmo che ne derivò dai ragazzi e dagli accompagnatori fu talmente grande che si decise di proseguire su questa strada.

Nacque ufficialmente in sezione il gruppo di Alpinismo Giovanile, che ebbe come primo presidente Dell’Oro Giovanni e tra i più convinti collaboratori Lucernini Giuseppe e Agnesina Carlo.

Parallelamente si cominciarono a frequentare gli incontri con la Delegazione Lombarda della Commissione di Alpinismo Giovanile, con l’obiettivo di meglio comprendere le modalità operative e i processi formativi da insegnare ai ragazzi.

Da questi incontri “istituzionali” nacque l’idea di organizzare un “raduno di alpinismo giovanile lombardo”, con lo scopo di far incontrare ragazzi e accompagnatori, per aggregare e confrontare le idee e dare un senso comune al frequentare e vivere la montagna.

Era il 1977 quando questa idea si concretizzò con il raduno ai Corni di Canzo a cui partecipò anche il Vicepresidente del CAI Zecchinelli ed il Presidente nazionale dell’Alpinismo Giovanile Guido Sala e quasi 500 ragazzi delle sezioni lombarde.

Da questo raduno maturarono alcune valutazioni e scelte destinate a durare nel tempo e dare un senso condiviso all’agire nel campo dell’Alpinismo Giovanile.

La figura dell’Accompagnatore (allora definita animatore) non era normata da regole di comportamento e formazione comune: si cominciò invece a pensare che questo fosse una  percorso da approfondire. Il rifugio Porta ai Resinelli, nel 1977, segnò l’inizio di questo cammino, che non senza fatiche e discussioni, vide un gruppo di lavoro formato dal presidente nazionale Sala, coadiuvato dagli animatori G. Dell’Oro, S. Gandola, C. Brambilla, e P. Sosi, proporre, per l’anno successivo, la formulazione del primo Corso di qualifica per Animatori di Alpinismo Giovanile (A.A.G.).

Scriveva così la Commissione centrale di A.G., in una lettera indirizzata alle Sezioni e Sottosezioni lombarde del CAI, nel gennaio 1978: “Contiamo che questa iniziativa venga tenuta nella massima considerazione dalle Sezioni e Sottosezioni lombarde e che le stesse prendano in attento esame l’opportunità di farvi partecipare i propri responsabili delle attività alpinistiche giovanili. Questo primo corso, se otterrà il successo che gli auguriamo, potrà essere suscettibile di ulteriori interessanti sviluppi, con evidente beneficio per tutta l’attività alpinistica giovanile del Club Alpino Italiano”

La sezione di Valmadrera raccolse con entusiasmo l’invito della Commissione Centrale ed inviò i propri soci Piero Centonze e Guido Bugada.

Nel 1980 a Verona, in quello che sarà poi definito il “primo Congresso nazionale per Accompagnatori di Alpinismo Giovanile”, venne sancita la figura di Accompagnatore di Alpinismo Giovanile che andò a sostituire quella di Animatore usata fino ad allora.

La prima compilazione dell’Albo Accompagnatori risale invece al 1987 e con il 1988 diviene operante il “Progetto Educativo del CAI”, elaborato dalla Commissione lombarda e, con poche modifiche, fatto proprio dalla Commissione Centrale di Alpinismo Giovanile. Con questo documento si volle dare una connotazione precisa alla presenza del CAI fra i giovani e chiarire in modo inequivocabile, ruolo e compiti dell’Alpinismo Giovanile.

Nello steso anno 1988 diviene definitiva la figura dell’Accompagnatore Nazionale di Alpinismo Giovanile (A.N.A.G.)

Ormai la sezione di Valmadrera era ufficialmente entrata a far parte del grande gruppo dell’Alpinismo Giovanile e la voglia di inventare nuove attività portò otto accompagnatori con ventiquattro ragazzi a vivere una stupenda esperienza in una ex casermetta della Guardia di Finanza in Val Comelico.

Intanto il passare del tempo produceva uno strano “fenomeno” che si sarebbe ancora ripetuto negli anni a venire: alcuni di quelli che erano stati allievi dei corsi… diventavano accompagnatori: Ornella Agnesina fu la prima a tracciare questa strada.

L’esperienza della settimana in Val Comelico fu contagiosa: il Presidente nazionale Sala trovò una casa in una zona molto bella della Val Pelline, fuori dall’abitato di Duez.

Fu così che nel 1982, con la preziosa collaborazione del gruppo di Seveso, la Baita “Renzo e Novella” prese corpo e ancora oggi vede trascorrere serene ed educative vacanze di moltissimi ragazzi.

Nell’estate del 2000 anche un gruppo di ragazzi di Valmadrera ha trascorso, con Piero Centonze, una settimana in questa località.

L’attività dell’Alpinismo Giovanile nella nostra sezione prosegue senza sosta e nel coordinamento della Scuola si avvicendano prima Piero Centonze con Duilio Costa, poi Antonietta Rigon e Angelo Villa, per proseguire ancora qualche anno con Piero fino ad arrivare ai giorni nostri con Sandra Angeloni, Giorgio Mazzoleni e Giuseppe Rota.

Le attività sezionali ormai si intrecciano con quelle promosse dalla Commissione Regionale di Alpinismo Giovanile: i raduni regionali, i trekking e le settimane in baita vedono ormai da diversi anni la partecipazione di  ragazzi e ragazze della nostra Sezione.

Il programma dei Corsi si articola in una serie di nove uscite giornaliere lungo un arco temporale di tre mesi per far conoscere le montagne di casa nostra, quelle geograficamente più vicine concludendo poi, già da diversi anni, con una uscita di due giorni con relativo pernottamento in rifugio.

Abbiamo visitato tra gli altri il Catinaccio, il Brenta, le Odle, le Tre Cime di Lavaredo, la Civetta, la Marmolada e lo scorso anno il Gruppo dello Sciliar.

Senza dimenticare escursioni nel gruppo del Bernina, Gran Paradiso e sul ghiacciaio del Rutor.

Le giornate formative per gli Accompagnatori insieme al convegno annuale costituiscono poi validi momenti di crescita, scambio di esperienze e occasioni di confronto per far maturare  tutti in quell’ incredibile “esercizio” che è l’accompagnare i ragazzi per i monti.

Nel corso degli anni abbiamo incontrato tanti amici e con loro abbiamo condiviso un tratto di strada: vogliamo ricordare gli amici della SEC di Civate e quelli della SEV di Valmadrera con i quali abbiamo proficuamente collaborato nell’organizzazione e gestione di alcuni Corsi.

Ma un racconto a parte meritano le esperienze che sono nate e ancora oggi continuano con il Gruppo Volontari Difesa Natura di Suello e con la Sezione CAI di Oggiono.

A Oggiono la Sottosezione venne fondata nel 1987. Già l’anno successivo vede l’inizio dell’attività di Alpinismo Giovanile con Luigi Ratotti che raggruppa alcuni soci i quali, coordinati dall’A.A.G. Piero Centonze, si uniscono al gruppo di Valmadrera con i loro venti ragazzi.

Ancora oggi è viva nella memoria l’ultima uscita  al Rifugio Zoia: cento persone tra ragazzi, accompagnatori e amici a condividere quella felice esperienza!!!

I Corsi di Alpinismo Giovanile di Valmadrera e della Sottosezione di Oggiono proseguono uniti fino al 1990 anno in cui la Sottosezione, diventata Sezione, inizia ad organizzare in autonomia i Corsi per i ragazzi.

Nel 1994 Luigi Ratotti diventa Accompagnatore di Alpinismo Giovanile e negli anni successivi gli succedono Giuseppe Nolberti e Alessandro Meazzini che contribuiscono al consolidamento dell’attività che prosegue ancora oggi con la vivacità di sempre.

A Suello l’attività inizia nel 1992. Piero Centonze, con il solito instancabile entusiasmo, incontra un gruppo di persone che vogliono trasmettere ai ragazzi la loro passione per la montagna: così Giuliano, Flavia, Marco, Piergiuseppe e Ausilio danno vita al primo corso di Alpinismo Giovanile al quale partecipano ben 37 ragazzi e 15 accompagnatori.

Nel 1994  Ausilio e Giuliano diventano A.A.G., acquisendo così anche quella autonomia e capacità organizzativa che ancora oggi è garanzia per l’Alpinismo Giovanile di Suello, che nel 2005 ha concluso positivamente il suo 14° Corso.

Il racconto finisce qui, ma come si diceva in apertura, speriamo di avere solleticato i ricordi di coloro che sono stati, negli anni, gli artefici di questa bella storia: abbiamo certamente tralasciato diverse cose, certamente molte le abbiamo dimenticate o non le abbiamo conosciute per niente. E allora perché non correre ai ripari e cominciare, ciascuno nel suo Gruppo, a scrivere un racconto “integrale” della propria storia?

L'annuario Vertice dell’anno prossimo è già pronto ad accoglierne la testimonianza!

 

 Giorgio Mazzoleni  AAG Valmadrera

 

 

 

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